Prodotti siciliani sempre più apprezzati. La Sicilia con il vino, l’olio, gli agrumi e gli alimenti a chilometro zero è protagonista di un’alimentazione sana, ma che allo stesso tempo oggi viene rivisitata e apprezzata in un’ottica global-local. E’ quanto emerso dalla seconda edizione di ‘Cibo Nostrum’, l’evento creato dallo chef Sebastiano Sorbello, presidente dell’Associazione provinciale cuochi etnei. Cibo Nostrum è stata anche l’occasione per un dibattito tra gli operatori di settore, chef, produttori e giornalisti enogastronomici.

“Produzioni siciliane eccellenti e operatori del settore stanno portando sempre più in alto la Sicilia a livello enogastronomico – ha detto Seby Sorbello – grazie ad una stretta collaborazione tra Federazione Italiana Cuochi, operatori delle cucine, ai ragazzi dell’alberghiero, che hanno vissuto questa grande esperienza e ai tre Chef siciliani stellati Michelin, Ciccio Sultano, Massimo Mantarro, Pietro D’Agostino, Cibo Nostrum rinnova e amplia il successo dello scorso anno”.

Cibo Nostrum ha dedicato un importantissimo momento anche ai malati di celiachia, con un convegno e concorso dedicato.

“Informare gli operatori del settore e formarli – ha detto Fabio Leone, presidente siciliano dell’associazione – è fondamentale. Chiunque si avvicina a questo problema ormai in crescita è perchè ha un figlio o qualcuno caro che ne soffre. Un tempo era raro trovare ristoranti e pizzerie preparate sull’argomento e con menù ad hoc. Oggi anche loro hanno compreso che offrire tale servizio e piatti per celiachi è un ottimo investimento. Si riesce così, in un momento di crisi come questo, ad accaparrarsi una grossa fetta di mercato, ahimè in crescita”.

All’evento sono intervenuti Roberto Rabachino, presidente nazionale giornalisti Stampa Agroalimentare Italiana, Gladys Torres Urday, redattrice “Turismo del Gusto” e promotrice culturale del Pisco per il Consiglio Regolatore della Denominazione Pisco di Lima (Perù), Fabrizio Carrera, direttore “Cronache di Gusto”, Antonio Iacona, giornalista enogastronomico che ha moderato l’incontro.

Per Rabacchino: “Gli chef e tutti coloro legati all’agroalimentare ed enogastronomico devono capire che il cliente non va preso in giro. Noi clienti, allo stesso tempo, dobbiamo essere grati a coloro che rinunciano, per lavoro e passione a qualsiasi ricorrenza, per rendere speciale la nostra festa. Non dobbiamo mai dare nulla per scontato. La cucina è un lavoro di passione e creatività, ma di grande sacrificio e rinuncia in tutti i sensi”.

Numerosi gli appuntamenti, ma quello di maggior successo è stato ‘Show Cooking’, presentato da Alex Revelli Sorini e Susanna Cutini,  esperti di agroalimentare e di tradizioni culinarie. I commensali hanno gustato le prelibate creazioni dei tre grandi chef. Tutti i piatti rappresentavano la cultura sicula ed utilizzavano ingredienti dell’Isola, ognuno rivisitato. Fondamentale il momento della spiegazione e cucina “in diretta” di ogni portata, che a prescindere dal proprio gusto personale, aveva in se intrinseco un significato territoriale e storico.

Molte chicche hanno incuriosito i presenti, fra cui il sapere che la maggior produzione di nespole e banane italiana è della zona palermitana o che grazie agli aiuti del fare impresa, “i maggior produttori della Vastedda del Belice e Pecorino siciliano sono giovani”, racconta il presidente di tal consorzio, Massimo Todaro.

Il successo di Cibo Nostrum è dato dalla capacità dell’organizzatore Sorbello di far collaborare, ciò che un tempo era impensabile:  chef Michelin e chef FIC, infatti allo Show Cooking hanno partecipato anche Carmelo Trentacosti, chef-executive Grand Hotel “Villa Igea” di Palermo, Giuseppe Costa, chef-patron ristorante “Il Bavaglino” di Terrasini; Seby Sorbello, chef-patron ristorante “Parco dei Principi” di Zafferana  Etnea, Presidente FIC Promotion e un pasticcere, Giovanni Cappello, pastry-chef pasticceria “Cappello” di Palermo.