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IL DINAMISMO DELL’ETNA GUIDA LA SICILIA

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I catanesi lo sanno da secoli. Anche quando sembra silenziosa, ‘A Muntagna è in piena attività! Colate laviche, sbuffi infernali, lapilli infuocati… sono l’eccentrica coreografia di un gigante buono, che vorrebbe fare paura dall’alto dei suoi 3.340 metri. Ma con gli abitanti che sovrasta, crediamo che abbia sortito l’effetto inverso ovvero trasferire nel loro Dna, per generazioni e generazioni, quelle stesse colate, quegli stessi sbuffi, quegli stessi lapilli… rendendoli simili a Lei e generando in loro un naturale dinamismo.
Per tutti i siciliani, per la loro Isola, il vulcano Etna è un faro naturale. Tutto quel rumore, quelle scenate isteriche di cenere in cielo ed eruzioni sulla terra sono solo i suoi bonari tentativi di spazzare via una certa pigrizia in questo meraviglioso popolo meridionale. Con ottimi risultati.
Ci abbiamo messo decenni per scrollarci di dosso lo stretto e grigio appellativo di “Milano del Sud”, davvero scomodo con tutta quella nebbia, per conquistarne faticosamente un altro, molto più solare: “Capitale del Mediterraneo”. I presupposti ci sono, la materia prima sembra anche, la volontà è tutta in campo.
Era una premessa doverosa, poeticamente sospesa tra l’Ingv e la politica internazionale. Una digressione che ci consentirete, cari lettori, perché in realtà di un altro grande successo enogastronomico stiamo scrivendo, ma che abbraccia, come capirete, l’economia, il turismo, la ristorazione, la cultura, la tradizione di questa terra: un successo di tutti i siciliani e che parte ancora una volta dalle pendici dell’Etna.
Per i prossimi anni, infatti, a guidare l’Unione Regionale dei Cuochi Siciliani sarà un catanese: lo chef etneo Domenico Privitera. Già nei giorni scorsi la nostra Redazione ha pubblicato la notizia, con età, provenienza, curriculum professionale e intervista al neopresidente dei Toques siciliani. Basta sbirciare nel suo profilo personale per vedere negli anni un medagliere degno di un generale sovietico. Conquiste nazionali e internazionali, concorsi di cucina dove ha sbancato con i suoi ragazzi in bravura e qualità, portandosi sempre dietro le tradizioni gastronomiche della nostra Isola.
E forse è proprio di questo che abbiamo bisogno: di qualcuno che, ovunque vada, in Lussemburgo piuttosto che a Los Angeles, in Russia piuttosto che a Berlino, si porti sempre dietro quel Dna di cui scrivevamo sopra.
“Il primo obiettivo?” ha detto appena eletto all’unanimità Privitera nell’aula magna dell’Istituto alberghiero di Caltanissetta. “È quello di cementificare il forte gioco di squadra tra tutte le associazioni di cuochi delle nove province siciliane. Rivedere in chiave moderna lo Statuto, sempre degno di rispetto, e soprattutto riscoprire il piacere della cucina mediterranea!”
La battuta sarebbe: un discorso degno di un presidente! Ma la constatazione molto molto seria, invece, è che Domenico Privitera ha compreso e ha tradotto l’esigenza di quest’Isola: l’economia ha bisogno di respirare, di tornare a vivere. Per farlo, deve utilizzare quegli strumenti di eccellenza e di qualità che la natura prima e la professionalità degli chef poi ci hanno dato: la tradizione gastronomica!
Per questo, siamo convinti che il dinamismo dell’Etna possa trasferirsi positivamente a tutte le province siciliane e che rappresenti quella marcia in più perché tutta la Regione Sicilia sia la nuova “Capitale del Mediterraneo”. A patto che l’Etna, con le prossime “crisi isteriche”, non ci blocchi gli aeroporti e faccia il nostro stesso gioco di squadra!
Tanti auguri, Signor Presidente!

 

fonte: www.enonews.it

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